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05 July 2008 @ 12:21 pm
[Nomina Nuda] [38. famiglia] Petali  

"At every step the child should be allowed to meet the real experience of life;
the thorns should never be plucked from his roses."
--- Ellen Key



[38. famiglia] Petali

Famiglia è stare uniti.
Se Theodore ci pensa, non gli viene in mente nient'altro. E' stare uno di fianco all'altro non importa cosa accada, è fare fronte comune contro comune nemico. E' una cosa naturale, come la posizione dei petali di una rosa, disposti a creare un fiore perfetto.
Theodore sa che a volte una rosa può avere un petalo fuori posto, ma basta toglierlo, ed ecco che torna alla sua perfezione innata; sa anche che se non è curata, la pianta può morire sotto l'attacco di agenti esterni, come le formiche, per cui è vitale stare sempre attenti e non sottovalutare certi segnali che possono presagire un imminente pericolo.
Ormai Theodore ha tredici anni, e di cose ne ha viste parecchie. Per esempio, non avrebbe mai pensato di poter sentire così tanto freddo in vita sua, e mentre la sua Casata si stringe convulsamente passando tra i Dementor a guardia del castello, maledice Sirius Black per averli costretti a metterli lì. Hogwarts sembra avere un fastidioso manto di umida depressione appiccicato addosso, ma Theodore non riesce a cacciare l'idea che ci sia di più, sotto; è solo una vaga impressione, ma gli accarezza freddamente la pelle e gli fa rizzare i peli sulle braccia. Nel momento in cui gli chiedono di pensare alla sua paura più profonda e a come ridicolizzarla, non sa nemmeno da che parte iniziare a capire quale questa possa essere, figuriamoci a come renderla ridicola: è una figura nera, velata, e piange. Gli altri ridono, leggermente innervositi da questa apparizione, ma lui sa bene cos'è, e sa anche che non ha idea di come sconfiggere il Boggart. Per una volta, si ritira senza nemmeno provare, e il Professore lo guarda pensieroso. In fondo, sconfiggere le proprie paure è più roba da Gryffindor; gli Slytherin le aggirano.
Sua sorella diventa sempre più splendida, e Theodore, che da lei ha imparato ad apprezzare i fiori, la guarda sbocciare da lontano; è un processo affascinante, che lo fa sorridere internamente, ed essere fiero di essere il fratello della ragazza più bella della scuola. Chiaramente non ne fa parola con nessuno, ma del resto non si aspettava niente di meno da Tintagel, che è una vera signora.
Suo cugino Caligola, il petalo fuori posto, è sempre sulla cresta dell'onda del danno, e tutti gli Slytherin si accigliano al solo sentire il suo nome; lui ne ride, e sembra un tornado che passa di corsa per i corridoi, portando scompiglio anche se, per quanto riguarda Theodore, è solo un vento fastidioso. Pare aver finalmente imparato l'alto e il basso della magia, e non se la cava male; Theodore pensa che l'iniziale problema di Caligola sia dovuto al fatto che Zio Derek, invece di insegnargli degli incantesimi come fanno tutte le famiglie per bene, l'ha sempre trattato come se non valesse nulla; del resto, faceva così perché Caligola mancava di rispetto a tutti. Theodore non riesce a capire quale delle due cose è venuta prima, e decide che è meglio stabilire che non lo sa e non pensarci più di tanto.
Nel frattempo, suo cugino riesce ad irritarlo come pochi, insultando sempre senza pudore suo Padre e sua Madre (e anche suo Zio, ma Theodore si accorge che questo non gli dà più tanto fastidio; sarà perché suo Zio è meno famiglia dei suoi genitori?), e qualche volta si trovano a duellare furiosamente per i corridoi sotterranei che portano alla Sala Comune, dove nessuno li disturba. Inutile dire che Caligola ha sempre la peggio, dato che conosce pochi incantesimi oltre a quelli che insegnano a scuola, ma è veloce, e a Theodore scoccia non riuscire a prenderlo sempre come vorrebbe. Ovviamente, si guarda bene dall'usare le Senza Perdono; non vorrebbe mai Tintagel si arrabbiasse come aveva fatto due anni prima. Si chiede anche come reagirebbe suo Zio, se gli venisse recapitato il cadavere intatto del suo unico figlio, e stranamente non riesce a rispondersi.
Certe volte, invece, lascia che suo cugino lo trascini al livello degli animali, e si scontrano senza magia; Caligola è cresciuto, ed è quasi alto come lui, ma Theodore ha imparato qualche trucco che non necessita l'uso della bacchetta, e in qualche maniera riesce a difendersi, nonostante il cugino sia sempre più veloce e forte di lui. Inoltre, di solito non passano mai molti minuti prima che qualcuno chiami un Prefetto a dividerli, e Theodore deve sorbirsi sempre un discorso su come non sia degno di un mago battersi in quella maniera, discorso che a suo cugino viene stranamente risparmiato. Anche se è piuttosto scocciante e ridicolo che un half-blood venga dopo a dirgli cosa deve e non deve fare un vero mago, Theodore trova molto rilassante menare le mani a quella maniera ogni tanto, sebbene il moto di gratitudine che prova nei confronti di suddetto half-blood quando viene a levargli Caligola di dosso sia irritante quasi quanto suo cugino. Tintagel è scandalizzata quando glielo dice, mentre gli sta tamponando un bernoccolo con un panno umido, ma la volta dopo che lui e suo cugino si picchiano, si fa trovare pronta con un set di incantesimi per sistemare piccoli tagli e abrasioni varie, e risistema il fratello. 'Nulla di speciale', dice lei, tra una minaccia rivolta a suo cugino e l'altra, e Theodore le sorride.
Famiglia in fondo è questo, è aiutarsi quando serve; stare a ranghi serrati, coprendo l'eventuale buco creato dall'estirpazione di un petalo fuori posto. Far fronte comune contro lo stesso nemico, anche se l'idea che Tintagel attacchi Caligola è imbarazzante (dato che Theodore se la cava benissimo da solo), ridicola e anche assurda, visto che suo cugino non le ha mai dato fastidio. Ma probabilmente questa regola di fare fronte comune è limitata ai veri nemici, non petali idioti che stanno semplicemente e molto stupidamente fuori posto. Non serve mobilitare nessuno contro suo cugino.
Suo Zio Mark non sembra proprio dello stesso parere, anche perché è chiaro che Caligola l'ha preso di mira; a conti fatti, non è esattamente così chiaro chi abbia preso di mira chi, ma ci danno entrambi sotto senza esitazione. Probabilmente, realizza Theodore, suo cugino si rende conto che qualsiasi studente sopra il terzo anno lo ridurrebbe in briciole senza molta fatica, e li evita; altrettanto probabilmente, Caligola ha un certo odio nei confronti dei suoi parenti, ed è con lui e Mark (e forse anche con quel suo cugino Macmillan, anche se Theodore non ci ha mai badato molto) che se la prende maggiormente. Suo cugino ha un minimo di cervello, riconosce poco volentieri Theodore, ma del resto ci deve essere un motivo per cui non è finito in Hufflepuff, cosa che è invece successa a quel suo cugino Macmillan. In  fondo, non è neanche ancora così stupido da attaccar briga con Mark in un corridoio sotterraneo deserto. In compenso, non riesce a capire che se solo rispettasse di più i suoi parenti e si scusasse per tutti i casini che ha combinato fino a questo punto, sarebbe riaccolto in famiglia. No, decisamente Caligola non è nemmeno molto intelligente, ma se è in Slytherin qualche buona qualità dovrà ben averla, anche se i suoi difetti sono ben più evidenti.
Come per esempio, rifiutarsi di essere parte della famiglia.
 
 
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