"At every step the child should be allowed to meet the real experience of life;
the thorns should never be plucked from his roses."
--- Ellen Key
A scuola gira voce che suo padre abbia ucciso sua madre.
Theodore si guarda bene dal dire la verità a qualcuno.
Per motivi di lutto, il fidanzamento è stato rimandato a data da destinarsi.
Suo padre li squadra entrambi, con occhi sottili e calcolatori, e Theodore capisce che sa, ma evidentemente non ha intenzione di fare nulla; per ora, almeno. Theodore si chiede come mai, dato che si è macchiato del peggior crimine possibile, andare contro la famiglia.
Ma in fondo, suo cugino è ancora vivo.
Suo cugino però non ha ancora ucciso sua madre.
Tintagel ha riacquistato un po' del suo colore, e della sua vita.
'Grazie', mormora, appena tornati a scuola dopo il funerale.
Lui annuisce, ma non riesce a capire perché non provi nulla, nonostante la morte di sua madre. Nonostante sia stato lui a causare la morte di sua madre. Nonostante quella fosse famiglia, e la famiglia sia sempre stata così importante per lui.
Famiglia – la parola suona incredibilmente vuota, come se le lettere che la compongono si rifiutassero di rimanere legate ulteriormente, come se fosse sempre stata in realtà un gioco di suoni, un vuoto gioco di segni.
'Theodore?', lo chiama Tintagel, appoggiandogli una mano su una spalla, preoccupata.
Lui scuote la testa, e si rende conto che l'unica cosa importante è che sua sorella sia tornata quella di sempre.
'Lo sa.', dice poi, riferendosi a suo padre.
'Sì', risponde lei. 'Non finisce qui.'
'No.' enfatizza lui. 'Non finisce qui.'
Quanto non finisca lì, Theodore lo capisce perfettamente quando Harry Potter torna ad Hogwarts con il cadavere di Cedric Diggory. Seduto di fianco a Zabini, le cui mani tremano senza sosta, Draco Malfoy brilla di luce propria, quella sera, e Theodore sa istintivamente che anche suo padre ha risposto alla chiamata del Dark Lord. Sa che suo padre, ora che deve dimostrarsi veramente a capo di una leale famiglia purosangue, ha sempre meno ragioni per lasciarli vivere.
Mentre il resto della sua Casata dorme, sognando la gloria, Theodore rimane di fianco al caminetto, a guardare le ceneri che si spengono lentamente, lasciandolo nell'oscurità.
'Cosa fai?', chiede una voce, e Caligola si siede sul pavimento, davanti al divano.
'Aspetto.'
'Chi?'
'Il mostro.'
Caligola, fissando l'ultima brace che si spegne, annuisce.
